La Primula Russa (noi no)

Elba e Oltre: Retrospettive e prospettive di quotidianità e passione politica

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giovedì, 23 agosto 2007

Per Marchetti

Per carità! E’ bono, bravo, onesto come la madonna, generoso, altruista, idealista, fedele alla causa. Tutto. Un altro, al posto suo, sarebbe andato a Montenero a cantare il ‘Magnificat’, e si sarebbe ritirato in estasi. Invece, quando gli hanno proposto di fare il Segretario DS dell’Elba, non ha saputo imporre il proprio diniego (siamo sicuri che subito ha rifiutato), non ha saputo dire “Badate che poi parlo, badate che poi scrivo!”. E’ diventato segretario, e parla e soprattutto scrive. Sempre. Di tutto.

Stamani ci delizia con un intervento di teoria delle Istituzioni, condito con argute incursioni nella politica nostrana.

“D’altra parte – dice il segretario diessino - la legge dà ai cittadini il potere di votare il loro sindaco scegliendolo fra candidati e programmi alternativi, così come dà ai sindaci la prerogativa di nominare i propri assessori i quali hanno il compito di attuare il programma e agire con il sindaco in base agli indirizzi generali di governo. Quindi, un assessore non rappresenta ‘il Partito’ bensì il sindaco con il quale deve esserci, necessariamente, un rapporto di fiducia, venuto meno questo è conveniente un cambio. Una strada diversa ci porterebbe indietro negli anni, quando tutto era deciso fra le segreterie dei partiti”. Cioè ci riporta a tre anni fa: o non glielo hanno detto al Marchetti che il sindaco di Portoferraio, certamente votato dai cittadini, lo hanno scelto a Livorno o a Firenze le segreterie dei partiti, facendo fuori altri candidati (forse meglio così, ma è un altro discorso) in un gioco di scambio che ha coinvolto quanto meno Regione, due o tre Province, una trentina di Comuni, due o trecento posti, e perfino il bibliotecario di Compiobbi (non sappiamo dov’è, ma ci piace il nome)? Non lo hanno informato che l’onorevole Lamberto Dini (guarda caso anche lui della Margherita), l’altra volta, per farlo passare, il PDS l’ha presentato a Firenze Oltrarno, dove passerebbe anche Barbablù, e c’è morto d’asfissia un monte di vecchi compagni che si so’ tappati il naso per troppo tempo? O l’Elba è diventata finalmente l’isola d’Utopia, dove il popolo sovrano sceglie i candidati e i partiti si impegnano a sostenerli senza metterci becco (senz’offesa per nessuno)? Se i sindaci avessero la forza di scegliere gli assessori da sé potrebbero anche battere i piedi e fare come gli pare. Ma a Portoferraio, anche se col sindaco battesse i piedi l’intero suo partito, farebbero meno rumore di Fred Astaire e Ginger Rogers. E figuriamoci a Capoliveri.

Sveglia, Marchetti. I sindaci di coalizioni (anche complicate) nominano,sì, gli assessori; ma su designazione dei partiti; e per revocarli bisogna che siano d’accordo i partiti medesimi. Se no vanno tutti a casa. Soddisfatti d’aver difeso le proprie prerogative, ma venuti meno al patto vero stabilito con il popolo elettore, che sceglie un’Amministrazione col Sindaco designato dalle segreterie dei partiti. Almeno per ora.

“D’altra parte la sinistra è sempre stata per la difesa dei poteri e delle autonomie locali. Questa è una bandiera che non intendiamo ammainare perché fa parte del nostro modo
di intercettare, e quindi risolvere, i bisogni della gente”: e a queste parole il bimbo s’addormentò. Bacino, e via.

O non era meglio Lenin?

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postato da: primularussa alle ore agosto 23, 2007 12:56 | link | commenti
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Torniamo brevemente sul cartello dello ‘scooter’ di Procchio, per aggiungere alle dotte osservazioni linguistiche dell’“A sciambere” odierno di “Elbareport” due altre considerazioni.

Innanzitutto vorremmo notare l’ammirabile correttezza grammaticale del testo, la sinteticità, l’efficacia espressiva. Il tutto ancor più lodevole stante la manifesta (e comprensibile) condizione emotiva dello scrivente, col quale siamo solidali. Se ne desume un certo grado di scolarizzazione, una proficua frequentazione scolastica, un consolidato possesso della lingua. Se l’autore è elbano sembrerebbe un buon segno per la tanto denigrata scuola nostrana.

Sotto il profilo ideologico, tuttavia, ci chiediamo che legame può intercorrere fra la pratica dello spostare motocicli e la pratica professionale e (sembra di capire) esistenziale attribuita o attribuibile alla genitrice di chi compia tale atto. Ci sembra di poter osservare che, essendo quella professione solitamente e idealmente connessa con figure femminili giovani e avvenenti, difficilmente si può ipotizzare che un loro figlio sia in età da spostare uno ‘scooter’. Peraltro, essendo la pratica di spostare motori e motorini, specie se parcheggiati impropriamente, assai diffusa, e al contrario (almeno per quel che ci consta) modesta la presenza sul territorio di operatrici del piacere prezzolato, si dovrebbe dedurre che l’eventuale figlio (giovanissimo) di una o due di esse dedichi le intere sue giornate a spostare mezzi a due ruote in tutta l’Isola.

Della improbabilità statistica ora rilevata deve essersi accorto anche l’estensore del proclama-sfida, che alla fine corregge (e amplia) lo spettro di possibilità: quel termine “bastardo”, pur riferendosi sempre all’idea di una madre non perfettamente fedele al suo proprio sposo, non esclude che il figlio sia frutto di un isolata “distrazione” della donna, che vorremmo almeno generata da un intenso amore. Il che, oltre a estendere moltissimo il numero dei potenziali candidati all’incriminazione per spostamento di ‘scooter’ (mater sempre certa, pater incertus, dicevano i latini), attenua fortemente l’abiezione connessa all’attributo.

Va poi considerata una distinzione non irrilevante: il drastico giudizio riguarda ‘tout-court’ gli spostatori  di ‘scooter’, o solo quelli che causano danni allo sterzo? Perché se il caso di specie è il secondo, si riducono assai le ipotesi di reato, e corrispondentemente anche la diffusione di immoralità e/o infedeltà delle madri (il che ci solleverebbe, avendo noi talvolta spostato dei motorini curando bene di non danneggiarli per far posto al nostro cavallo ma, ed essendo pieni di amore incondizionato e ammirato per la nostra mamma).

Infine, ed è il punto più delicato: la corrispondenza stabilita fra la presunta debolezza morale della madre e l’attitudine a spostare motorini dei figli intende costituire (come speriamo) un’attenuante per questi ultimi (la consapevolezza delle colpe della madre li induce a compiere gesti che, ponendo anche loro fra i colpevoli, finiscono per sminuire la colpevolezza della genitrice: della serie, mal comune…), ovvero al contrario un’aggravante, quasi si volesse asserire che da una madre ritenuta degenere non può che derivare ai figli per generazioni e generazioni il peso e la pena di una colpa commessa da altri? Il questo caso ci troveremmo di fronte a una volontà di emarginazione gravissima, peraltro fondata su un atteggiamento spiccatamente antifemminista: quando vedremo finalmente un cartello con scritto “per quel figlio di evasore di IVA (o insidiatore di femmine dissenzienti, o pescatore di frodo) che martedì mi ha spostato ecc.”? E, in ogni caso, perché presumere che l’incolpevole evenienza di avere una madre professionista del sesso o comunque di tenue fedeltà identifichi un indizio di colpevolezza nello spostare motorini? Non è anche questa una gratuita forma di razzismo di tipo leghista alla Gentilini, ribadita dalla presunta ereditarietà della tabe, visto che in chiusura si ipotizza che anche la mamma puttana è a sua volta bastarda?

Insomma, non si poteva scrivere semplicemente: “x chi martedì pomeriggio mi ha spostato lo scooter rompendo lo sterzo: è pregato di mettersi in contato con me per stabilire una transazione di risarcimento”. Era l’unica, remota possibilità che l’autore del misfatto si facesse vivo: in quel caso si poteva rientrare in tutto o in parte del danno subito, o alla peggio tirargli una puntata.

Dopo questa acuta analisi, che ne dite: siamo pronti per “scendere in campo” nella Sinistra Radicale?

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postato da: primularussa alle ore agosto 23, 2007 12:55 | link | commenti
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giovedì, 02 agosto 2007

‘sti portoferraiesi

 

Come era bello quando di fronte a una tragedia improvvisa, a una pestilenza, a un amore finito, si poteva guardare nei fondi del caffè, o al volo degli uccelli, o interrogare i tarocchi, e trovare una spiegazione qualsiasi, ma rassicurante, confortante, consolante. Oggi, per esempio, di fronte al suicidio collettivo della maggioranza portoferraiese, ci sarebbe voluto nulla a dire: “Hai visto le balene in porto di qualche settimana fa? Era un segno premonitore: voleva di’ che anche le nostre balene politiche stavano perdendo la via, e presto si sarebbero arenate tutte sulla spiaggia delle Ghiaie, e tu volessi buttargli l’acqua diaccia addosso per non farle disidratare, e chiamare la goletta di Green Peace (colpo di ‘ulo, è anche in porto!) per riportarle a largo e farle rimettere in cammino per la su’ strada. Si doveva capi’ da allora”.

Invece, intelligenti e razionali come siamo diventati, di questo giro “a chi fa meno” un ci si capisce un bel nulla. Forse non si sa tutto, e colle spiegazioni nuove che il Peria ci promette ci si vedrà un po’ più chiaro (perché dai comunicati pubblicati Rifondazione, ci dispiace dirlo, ma ha ragione da vende’). Forse la visita di Rutelli ha portato male (secondo noi sia lui che, di più, la Palombelli quando passano bisogna toccassi), o forse u’ bello guaglione ha suggerito al Sindaco di far fuori i pericolosi rivoluzionari che tanti fastidi procurano alla difficile gestazione del PD. Forse ancora la visita di accompagnamento alle residenze napoleoniche e il conseguente entusiasmo per il Grande Corso hanno fatto credere a Peria che la Giunta fosse cosa sua, fosse un problema della sua fiducia personale per un assessore o per l’altro, venendo a mancare la quale il deludente collaboratore viene mandato a casa senza neanche gli otto giorni (o crede, il Peria, che noi popolo elettore ci s’abbia tutta ‘sta fiducia per tutti e singoli i membri della Giunta, e che non si sia costretti a ripuppassi qualcuno reprimendo il forte desiderio di vederlo andare, diciamo così, alla su’ casa?) e non pensa che di quello che riguarda la simpatia fra lui e il Palmieri non ce ne potrebbe frega’ di meno, ma l’assessorato riguarda i suoi elettori e gli elettori del Palmieri, e il patto stabilito anche con una certa fatica e qualche ripugnanza forse vicendevole fra gli uni e gli altri; e le persone (salvo il caso che il Sindaco non abbia trovato l’Assessore mentre rubava nella cassetta delle elemosine in chiesa, ma allora è roba da carabinieri) c’entrano poco e nulla: se no Prodi avrebbe dovuto fa’ fòri mezzo governo (o forse tutto), come faceva Berlusconi quando qualcuno gli rompeva… (la rima fatela voi). Notoriamente non violenti, in questi casi suggeriamo ai contendenti di andare coll’Ovovia in cima al Capanne, farsi una bella scazzottata, e tornassene giù belli rilassati, senza mette nel mezzo voti, speranze e magari illusioni di tanta altra gente.

Come se ne sorte? Male. Ha ragione Fioroni: in Italia i ragazzi non sanno la matematica. Se il Peria sapesse contare fino a ventuno starebbe parecchio più calmo. Bene bene che gli vada resta con undici voti contro dieci (ma il Gragnoli pare parecchio agitato). E tirare avanti due anni dovendo pensa’ a rincalzare le coperte a tutti i consiglieri di maggioranza perché un piglino freddo e non manchino in Consiglio è un lavorone lavorone lavorone. O pensa il lieto Peria di vincere torna se si va a votare “al mezzo termine”? Non riesce neanche a Bush, che forse non è più vispo ma ha tanti più mezzi. O pensa già alle “larghe intese”, imbarcando Nurra e Novaro (ma poi so’ tredici, e porta male).

E Palmieri, vòle proprio fa’ l’Achille sotto la tenda? E se poi gli casca addosso, insieme alla Comunità Montana, all’ESA, all’ATO, all’UFO, alla RAF e alla BBC? Certo la revoca della delega non semplifica le cose, e se prima di fa’ cazzate si contasse fino a dieci (che è più facile che ventuno, perché sono le dita delle mani) non ci si troverebbe nei casini in questo modo. Stiamo a vedere. Se continuano a fa’ casino si pigliano tutti e si buttano in darsena: poi si chiama i bambini e i giornali e gli si racconta che so’ balene che hanno perso l’orientamento.

 

La Primula Russa (noi no)

postato da: primularussa alle ore agosto 02, 2007 00:41 | link | commenti
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